Turismo subacqueo: nasce la rete dei siti sommersi


Interessanti novità arrivano dal mondo dell’archeosub: sta per nascere la rete degli “Itinerari Culturali dei siti sommersi del Mediterraneo”, un’idea particolarmente intrigante e che prevederebbe percorsi tra le meravigliose acque che bagnano la Campania, la Puglia, la Sicilia, l’Egitto, la Grecia e l’Israele.

In base a questo progetto si potrà andare, quindi, alla scoperta dei meravigliosi siti sommersi del Mare Nostrum. Come quelli del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dove poter ammirare, per esempio, il “Ninfeo Sommerso” dell’imperatore Claudio. Oppure sarà possibile innamorarsi dei fondali delle isole Tremiti, dove adagiata in prossimità dell’affascinante isola di Capraia si trova la statua di Padre Pio realizzata dallo scultore foggiano Mimmo Norcia.

Senza dimenticare gli splendidi fondali marini di Ustica, delle isole Egadi e di Pantelleria. Spostandoci dal nostro Paese, invece, dei veri e propri spettacoli archeologici in fondo al mare si possono trovare ad Alessandria d’Egitto, Pavlopetri e a Caesarea Maritima.

Luoghi che sono certamente affascinanti se visitati singolarmente e che lo diventerebbero ancora di più se inseriti in un racconto che attraversa posti geograficamente lontani e siti cronologicamente differenti. Fare immersioni, quindi, scoprendo delle aree altamente intriganti, peculiari e protette dalle acque marine.

Un progetto davvero bello e il cui obiettivo è anche quello di coniugare turismo responsabile e sviluppo sostenibile, come spiegano gli organizzatori della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma a Paestum dal 19 al 22 novembre di quest’anno.

Sembrerebbe, inoltre, che la Rete verrà intitolata alla memoria di Sebastiano Tusa, archeologo e studioso che ha contribuito allo sviluppo locale e alla tutela del Mediterraneo. Anche se è sempre bene ricordare che sarà necessario che venga salvaguardata l’integrità dei siti stessi, evitando che qualche visitatore decida di portar via un “souvenir”, come accade spesso e purtroppo nei siti archeologici sulla terraferma.

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